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Carpino Nero Ostrya carpinifolia

La Coltivazione in Vaso del Pre Bonsai di Carpino Nero


Descrizione del Carpino Nero

Il Carpino Nero è una pianta appartenente alla famiglia delle Betullaceae, ed è noto anche con la denominazione di Carpinella.

E’ un albero che può raggiungere anche i 15 metri d’altezza; il portamento è tendenzialmente piramidale con la chioma leggera a palchi orizzontali di colore chiaro; il tronco è ricoperto da una scorza rugosa di bruno.

Le foglie sono decidue, ovate con il bordo seghettato; i fiori sono unisessuali, quelli maschili in amenti, quelli femminili in spighe; i frutti sono delle pseudo samare riunite in una specie di spiga simile a quella del luppolo.

In natura è ampiamente diffuso tra i 600 ed i 1200 metri di quota,in Italia, Penisola Balcanica. Turchia, Caucaso occidentale e Libano.

Cresce solitamente in boschi misti insieme al Orniello (Fraxinus ornus), alla Roverella (Quercus pubescens) al Cerro (Quercus cerris), al Leccio (Quercus ilex), all'Ontano Napoletano (Alnus cordata) e al Carpino Bianco (Carpinus betulus).

Coltivazione in Vaso del Carpino Nero

Il Carpino Nero è una specie che ben si adatta alla coltivazione in vaso, dando molte soddisfazioni a chi se ne prenderà cura, anche se è meno diffuso rispetto al Carpino Bianco.

Rinvaso del Carpino Nero

La coltivazione in vaso richiede come per qualunque altra essenza un rinvaso da effettuare almeno una volta ogni due anni al massimo; la miscela da utilizzare per una buona coltivazione sarà composta da 60% terriccio universale, 40% sabbia grossolana.

Il rinvaso va effettuato solo durante il periodo in cui la pianta non vegeta, di conseguenza il periodo migliore risulta essere la fine dell’inverno (febbraio).

La potatura delle radici, andrà fatta solo se necessario durante il periodo di rinvaso, eliminando le radici in eccesso per un massimo di 1/3 dell’apparato radicale capillare.

Concimazione del Carpino Nero

La concimazione andrà effettuata durante il periodo primaverile e quello autunnale, ad un intervallo di circa quattro settimane; sospendo la concimazione durante i mesi caldi.

Potatura del Carpino Nero

Il periodo ideale per potare il carpino nero è la fine dell’inverno, quando la pianta è ancora priva di foglie e si ha una visione corretta di quali rami non sono consoni all’equilibrio estetico della pianta.
Inoltre si dovrà rimuovere ogni ramo morto.

Pinzatura del Carpino Nero

La pinzatura si effettua durante il periodo vegetativo, per conferire la giusta direzione dei nuovi rami del carpino; per questo si provvede ad eliminare ogni germoglio non consono con la corretta impostazione della pianta. Inoltre è una buona prassi eliminare la gemma apicale, per favorire l’emissione di gemme laterali.

Defogliazione del Carpino Nero

La defogliazione si effettua per conferire alla carpino nero un aspetto più aggraziato, in modo che con la ricrescita delle nuove foglie, sia più proporzionato alle dimensioni della pianta. La defogliazione si effettua tra maggio e giugno, eliminando ogni foglia dalla pianta, o sezioni di pianta, lasciando attaccato al ramo il solo picciolo. Questa tecnica molto estrema, si deve effettuare esclusivamente su alberi in perfetta salute, diversamente si assisterà alla morte della pianta.

Esposizione al Sole del Carpino Nero

La pianta in vaso dovrà essere esposta in piena luce in primavera e in autunno, mentre andrà riparata durante i mesi di luglio ed agosto, per evitare che l’eccessivo sole possa danneggiarla in modo irrimediabile. La mancata esposizione al sole durante il periodo vegetativo produrrà rami esili e lunghi, per effetto della ricerca della luce.

Essendo una pianta dell’emisfero boreale, potrà essere tranquillamente lasciata all’aperto anche in inverno, almeno nelle regioni in cui il clima invernale non è troppo rigido.

Annaffiatura del Carpino Nero

L’annaffiatura dipende molto dalle condizioni climatiche, considerando che salvo lunghi periodi di siccità, si potrà evitare di annaffiare durante il periodo invernale, mentre si procederà con annaffiature moderate in primavera e autunno, quasi tutti i giorni durante i mesi caldi. Facendo molta attenzione a controllare sempre il terreno, e a non fidarsi delle piogge estive.

L’indicatore del momento opportuno è sempre dato dal tasso di umidità del terreno, perché non bisogna mai annaffiare se il terreno non necessità di acqua, diversamente si rischia di far morire le pianta per marciume radicale; tra l’eccessiva acqua e l’eccessiva carenza d’acqua, è meglio la seconda, nella prima difficilmente la pianta avrà modo di riprendersi.

Propagazione del Carpino Nero

Il Carpino Nero può essere propagato per semina, seminando i semi all'aperto già dall'autunno, oppure in primavera in semenzaio. E' possibile effettuare la propagazione anche attraverso il sistema a propaggine, in quanto è una pianta che tende facilmente a pollonare. E' possibile anche propagare mediante il sistema a talea, soprattutto in primavera, con i nuovi rametti appena lignificati (sistema consigliato), oppure in inverno, utilizzando rami con gemme ancora non inturgidite. Le talee andranno poi messe a dimora in un substrato realizzato con torba bionda e sabbia di fiume lavata, per poi essere invasate a partire dal secondo anno di vita.

Patologie del Carpino Nero

I principali nemici del carpino nero sono il ragno rosso durante il periodo estivo, ed il mal bianco (oidio) durante il periodo autunnale. Il ragno rosso va combattuto con una prevenzione sistematica quindicinale di acaricida, mentre il mal bianco essendo una malattia trofica causata da funghi Ascomycota, va prevenuto con un anticriptogamico.